La domenica è tornata a farmi quell’effetto tiepido e dolce.
Il sapore di sano e le sfumature del torpore.
Sto qui sdraiata con Ther e Inken sul divano-letto della nostra cucina, aperto per l’occasione, litri di tè e tazze colorate, libri e computer.
Ecco, appunto, libri.
Cloda per natale me ne ha regalato uno dal nome -Nulla succede per caso- di Hopcke. Lo stavo leggendo fino a 5 minuti fa.
Ho terribilmente amato questo dono, così calzante alle mie piccole manie: io cerco sempre, talvolta troppo, l’effetto ed il significato delle coincidenze nella mia vita e in quella degli altri.
Coincidenze sincronistiche, in gergo psicologico-filosofico-scientifico.
E ho terribilmente amato vedere che nel libro in questione, viene ripetutamente citato, guarda tu che coincidenza, il mio scrittore preferito, Kundera, nonché, e non so se per coincidenza, scrittore preferito di mio padre e tanto amato da mia sorella e mia madre.
Vizio di famiglia.
Ma più che altro direi di milioni di lettori.
-Facciamo bene a rimproverare coloro che sono ciechi alle coincidenze della vita poiché quelle coincidenze uniche ci rendono di volta in volta coscienti della bellezza, dell’ordine e del concatenarsi delle storie che stiamo vivendo -
Diglielo, Milan, ti prego, diglielo…
Che la domenica continui.

