Ho aspettato il treno che da Trento doveva portarmi a Milano per 40 minuti.
E faceva freddo e le dita dei piedi erano gelide.
Allora ho saltellato, ho saltellato ancora e ancora.
Non me ne importava nulla di andarmene da Trento, non me ne importava nulla di tornare a Milano.
Il ragazzo seduto davanti a me sul treno mi ha chiesto cosa leggessi.
Ma io non stavo leggendo, sfuggivo solo da processi necrotici e non lo facevo nemmeno bene.
Non sapevo come dirglielo.
- senti tu dai dimmi qualcosa che sia meglio di questi libro di questo treno di questa neve di queste dita gelide dei miei capelli crespi delle mie occhiaie verdi, che mi pare che l’unica necrosi galoppi nell’anima -




